STRALCI DALLE PRIME RECENSIONI DE “IL PROBLEMA DI GIRARSI” (in continuo aggiornamento)

IL MUCCHIO
“…Dodici brani aggraziati ma corposi, vivacissimi nelle strutture così come negli arrangiamenti, all’insegna di una malinconia “leggera” che può essere un favoloso antidoto alla lagnosa autoindulgenza dominante nel circuito indie…Piuttosto che delle tante bufale promosse da scaltri procuratori, fidatevi di lui: nel suo campo è da Pallone d’oro”

BLOW UP
“Brani limpidi e inoppugnabili, storie alle quali piace credere, arrangiamenti brillanti e delicati, una patina di nostalgia ma i piedi ben per terra…Floreale, dinamico, sportive, Mezzala non ha bisogno di ulteriori chiose per chi già ama e segue I Numero6. Chi dovesse avvicinarsi ora scoprirà uno degli autori pop migliori e in circolazione, se non “il”. Almeno per quanto riguarda la lingua italiana”

RUMORE
“…Michele Bitossi inaugura il nuovo pseudonimo con un album che conferma la sua indiscussa capacità di scrivere canzoni fruibili che mettono a nudo un’anima ricca e profondamente umana…un suono tendenzialmente festaiolo in cui abitano testi che scavano nei caruggi della sua Genova così come nella migliore tradizione d’oltremanica.

XL
“Michele Bitossi è un centrocampista arguto e generoso che gioca di quantità ma anche di qualità (Voglio che sia domani). E’ funambolico con la metrica (Ritrovare il gol) e prende in giro I luoghi comuni (Che fine faremo). Si ricorda che Robyn Hitchcock è quello che fu George Best per il calico e allora piazza un colpo di genio e sregolatezza che si chiama Nella vasca coi piranha”.

ROCKERILLA
“…Ha ancora il problema di firmarsi con nome e cognome l’ex leader dei Laghisecchi e attuale frontman dei Numero6, ma questo suo esordio solista potrebbe anche essere un passo avanti verso quella meta. Da non intendersi in ogni caso in senso rugbistico, perchè anche quando imbraccia una chitarra e canta in un microfono Michele Bitossi non ha pensieri che per il Pallone rotondo…”

BUSCADERO
“Un disco diretto e propulsivo, senza fronzoli anche quando tra le chitarre si infilano una tromba, un synth o dei ritmi più danzerecci. Contraddistinto da una decisa qualità melodica, il disco rimanda a una serie di esperienze già note senza rimanere impigliato in nessuna di esse, finendo come suonare alla fine .ome lo sfogo di un talento davvero personale”

AUDIOREVIEW
“Pop da scudetto”…Mezzala è probabilmente la migliore testimonianza artistica venuta dall’estro di Michele Bitossi”.

TERRA
“Si dica tutto ma non che Michele “Mezzala” Bitossi stia attraversando una crisi creativa. ..Il suo esordio solista è l’ennesima evoluzione di un percorso artistico ormai quindicennale. Per festeggiare il nuovo corso, da buon centravanti mancato, Bitossi fa ricorso alla metafora calcistica. Quello della mezzala, avverte Bitossi, “è un calico che non c’è più, in cui ai tatticismi esasperati si preferiva l’estro creativo dei fantasisti”.

INTERNAZIONALE
“Recuperare in chiave esistenziale Bruno PIzzul riporta a un mondo da teenager in cui il calico non era ancora sel tutto marcio. Darsi Mezzala come nome d’arte è impegnativo, ci si mette una maglia numero10 e ci si arrotola I calzini, perchè a quell punto bisogna almeno far finta di giocare come Platinì, Zico o Maradona, colpi di genio lanci illuminanti e gol su punizione. Michele Bitossi gioca bene, ma sembra più vicino al mediano stile Ligabue, diciamo un libero. Ed è un complimento al suo songwriter sicuro, da qualche parte tra Brunori Sas, Baustelle e roba brit”.

SENTIREASCOLTARE.COM
Valore aggiunto di Michele Mezzala Bitossi è che sembra stia lontano da tutto, che scriva per i suoi Numero 6 o in veste solista come in questo caso, ci lascia sempre l’impressione di trovarci di fronte a qualcosa di pulito, verace, onesto. Non ci sono pose, non ci sono schemi, non c’è dietro tutta la consueta macchina dell’indie a urlare al fenomeno ed è sempre presente quella sostanza che fa la differenza. Il problema dil girarsi conferma uno sguardo perspicuo su tutto l’universo melodico al quale il Mezzala ci ha abituati con i Numero 6, una gamma ampia di riferimenti che vanno dai Beatles (Voglio che sia domani) a certi inserti synth (Un progetto come un altro) sempre dosati all’interno di una struttura cantautorale pop fondamentalmente classica fatta di chitarre e pochi artifici. Parole come sempre scelte attentamente, snocciolati musi duri e approfondite rabbie, te lo immagi cinico e incazzoso, Mezzala, fermo lì con quell’amore tormentato sempre e comunque da cui non sa, per fortuna, prescindere.

IMPATTO SONORO
“…Mezzala decide di esordire alla grande con un album solido e denso che rimarrà nella memoria come tra i dischi più interessanti dell’anno. Dodici canzoni più una di riserva che spaziano tra un pop primaverile e un rock stravagante. Da una relazione a tre tra Roy Paci, Beatles e il genuine-pop italico nasce il sound tipico di questo disco che riesce allo stesso tempo ad essere semplice e ricercato… Il primo gol, infatti, Mezzala lo mette a segno grazie alla sua capacità compositiva che spesso ha del fuoriclasse. Il secondo gol fatto a ridosso del primo lo infligge grazie alla sua credibilità”.

INDIEFORBUNNIES.IT
“Per questo disco il ‘buon’ Bitossi, ha scelto di giocare da fuoriclasse, da solista, una nuova avventura intitolata “Il Problema Di Girarsi”. Ne esce fuori un buon lavoro, ricco di melodie pop, che riescono subito a piacermi, ascolto dopo ascolto. Un lavoro compatto, lineare, solare e spumeggiante. 12 brani (più la bonus track “Ortica” nella versione deluxe a tiratura limitata) che raccontano anche con leggerezza la vita, l’amore e il calcio. Già perché questo sport da italiano medio, piace troppo anche a chi italiano medio non lo è…C’è molta ironia e sarcasmo nei testi di Mezzala. ed un suo modo di raccontare la vita quotidiana senza mai cadere nel banale”.

ROCKIT.IT
“Il gesto peculiare di un talento, una scintilla di bravura che fa sembrare facile quello che facile non è per niente. Non è per niente facile giocare con certe taItierine anni 80 e la tromba easy-listening senza sembrare Jerry Calà. Non è per niente facile intitolare un album con una citazione di Bruno Pizzul e infarcire i testi di campionati, amichevoli d’estate e calciomercato senza scadere nell’italianomedismo, ma anzi offrendo liriche di abbagliante iperrealismo, personali e insieme universali, quotidiane e letterarie, piene di vita anche quando parlano di morte – “Heypa” non potrebbe essere più commovente, nella sua banale intimità. Non è facile cantare in quel modo un po’ così, al limite dell’intonato e dell’assonnato e tenere attiva l’attenzione dell’ascoltatore moderno per tutto un disco, un disco senza effetti speciali, fatto di stile, intelligenza e quella leggerezza tanto sixty che un tempo solo i Baustelle (“Un progetto come un altro”, “Arance dal balcone”: sussidiari della malavita). Non è facile, e Bitossi lo dice chiaramente in “Rocker carbonaro”: “Suonare e scrivere è un lavoro duro”. Ci vuole allenamento, come per tirare un rigore vincente”.

ONDAROCK.IT
“…Con una splendida “roulette di Marsiglia”, Mezzala riesce a far fuori mezza difesa avversaria e ora segnare per lui sembra un gioco da ragazzi. A meno che non decida di calciarla fuori apposta, per amore dell’onestà e dell’invettiva, come fece tanti anni fa, smascherando agli occhi dei propri tifosi una partita truccata (e pensare che ancora oggi c’è chi fa finta di stupirsi), un altro grande anarchico: il calciatore-poeta Ezio Vendrame (amico fraterno di Piero Ciampi, non per nulla). Se mi mandi in tribuna godo. Anzi, come direbbe Mezzala, “serve disciplina con il talento e basta stai in panchina”. Fortunatamente qui non mancano né l’uno e né l’altra”.

INDIE ROCCIA.IT
“Bitossi ritrova la capacità di proporre una serie di brani dalla forte unitarietà stilistica senza che mai per un momento appaia lo spettro dell’effetto carta carbone. La maggior ampiezza del ventaglio sonoro è solo uno degli elementi che concorrono a questo risultato: gli altri sono una buona varietà dal punto di vista sia della metrica che del background emozionale di ogni brano, nonché la netta impressione che i brani siano molto sentito proprio per quanto riguarda il suddetto aspetto emozionale”.

FREAKOUTONLINE.IT
“…Michele Bitossi, cantautore rock genovese leader dei Numero 6, sceglie questo nome d’arte appositamente facendo riferimento alla necessità di slancio nelle cose, e realizza un importante disco d’esordio per Urtovox, distribuito Audioglobe, che sta ottenendo attenzioni anche dai media generalisti, oltre che indipendenti. Validissimo autore e cantante, Mezzala realizza canzoni pop rock ritmate dalla scrittura talentuosa, con fantastiche alternanze di rime e assonanze – il capolavoro di scrittura in questo senso è ‘Rocker Carbonaro’…”

PAPERSTREET.IT
“…Un disco di quotidianità e pallone, sincero e nudo senza strani artifizi, apprezzabile fin dal primo ascolto, ancor di più in quelli seguenti. Il tutto si gioca con semplicità e senza banalità, come solo i veri autori sanno fare…la partita l’ha vinta, e anche bene, con un gioco spumeggiante. Dalla sua ha un’ottima scrittura, che nulla ha da invidiare agli altri nuovi cantautori italiani. In più Michele Bitossi non puzza di quel falso indie che si trova un po’ dappertutto, discostandosi dal resto rimane però contemporaneo come non mai, sapendo pescare dal passato al punto giusto.

Bene. Bravo. Bis!”

SMEMORANDA.IT
“Dodici pezzi più una ghost-track decisamente compatti. Si parte con “Ritrovare il gol”, pop con chitarra romantica e una tromba quasi jazz (da sigla delle domeniche del calcio?) e si finisce con “Rocker carbonaro”, inno ritmico/ironico, sulla vita da rocker (indipendente). In mezzo ricordi personali, momenti amari e altri divertenti, la vita al tempo del web, e poi “Un progetto come un altro”, canzone mitica, senza tempo, costruita come un film (classico l’argomento, quello di una rapina in banca), con la voce ispirata, la chitarra perfetta e tutto al posto giusto”.

AUDIODROME.IT
“…Mai così incline a raccontarsi, infatti, Michele utilizza il grande bagaglio sonoro appreso guidando i Numero6 per un quadro completo della poetica made in Bitossi…Si deve sudare, insomma, e magari tra pianti, infortuni, estasi da goal decisivi, è anche giusto che ci si ritrovi in Champions League, meritandola pienamente sotto tutti i punti di vista. Nell’edizione in vinile c’è anche l’ottima bonus track “Ortica”. Nel frattempo, palla a centrocampo e via di nuovo verso la porta avversaria”.

MUSICZOOM.IT
“…Restano impresse negli occhi tutti le giocate funamboliche del talento genovese, tra cui primeggia sicuramente l’eclatante Che fine faremo, sciabolata wave che apre ogni difesa a metà; e le già citate Rocker carbonaro, autentico inno da trasferta, e Arance dal balcone, con gli spalti che rispolverano inni baustelliani. Poi il fischio finale, gli spalti che iniziano e svuotarsi e quella sensazione di attesa che corrode gli animi in vista del prossimo turno di campionato. Vale a dire, con i tempi che corrono, praticamente domani”.

ELROCCO.NET
“…Mezzala si mette a nudo senza pudori e in maniera generosa in un disco che parla della sua vita anche in profondità ma con continenza. Un disco pop che gira ripetutamente sulle melodie cristalline, musicalmente pieno di elementi coloratissimi tipo i fiati che sgroppano sulle fasce e molti elementi anni 80. Un disco gioiosamente confusionario con i giri armonici lontani da accademie rigide, dissonanze, stonature e distorsioni ma tenuto magistralmente insieme dagli arrangiamenti. Tutto molto bello”.

INDIE-ZONE.IT
“…Mi è capitato di ascoltare questo disco esattamente mentre stavo leggendo Alta Fedeltà di Nick Hornby. È stato curioso scoprire come queste due opere fossero complementari…emerge una grande nostalgia dei tempi in cui tutto andava un po’ più lento, dei tempi in cui il numero 10, la mezzala, icona di stile e fantasia, era libera di inventare e creare a suo piacimento nuove spettacolari giocate senza essere ingabbiato dalla dittatura sistema calcistico sacchiano, così fisico, cinico e post-moderno”.

STORIADELLAMUSICA.IT
“…L’originale semplicità delle musiche, melodie accattivanti e testi personali sono i punti di forza di questo lavoro, di questa partita immaginaria…Bitossi, giocando da Mezzala, ha vinto la partita d’andata. Ora lo aspettiamo alla verifica della prova live, e chissà che a fine stagione non arrivi anche un premio”.

VELVETGOLDMINE.IOBLOGGO.COM
“Anni ’80, Kraftwerk a colazione, pop a merenda e una notevole capacità d’osservazione, sono gli ingredienti di questo successo, di un disco che non stancherà facilmente e che si fa apprezzare ascolto dopo ascolto. Mi manca solo di vederlo dal vivo, poi potrò fare un commento su come possa suonare in un locale dove, spesso, la gente non è mai attenta a quel che il cantante dice. Tenetelo sempre d’occhio”.

EYEONMUSICA.IT
“…il primo lavoro da solista non fa che confermare le doti che hanno fatto dei  suoi Numero6  una delle realtà indie più apprezzate in Italia, in un disco che sa affrontare rimpianto per il tempo sprecato col padre (Heypa) così come risolvere il contrasto fra i sessi in maniera a dir poco icastica (Stai zitta fallo per noi) senza stridori e incoerenze. A dare compatezza pensano infatti la piacevolezza del suo cantato e delle melodie, nonchè, ripeto, la presenza del calciatore-cantautore-poeta che, nonostante tutto, non si rassegna alla panchina”.

ROCKLINE.IT
“…Le parole di Michele Bitossi galoppano alla stessa stregua della musica, rivelandosi incredibilmente sarcastiche e profetiche sia quando annunciate con fare da stadio sia quando legate all’ introspezione Numero6. Ed è proprio qui, nel confine tra scrittore e cantante, in questo caso molto fragile, che certi artisti riescono a tenersi in costante aggiornamento e meritarsi tutti i complimenti che ricevono”.

CLASSIX
“…Mezzala è lo pseudonimo di Michele Bitossi (già voce dei Numero6), che esordisce alla “regia” di un album in cui la metafora calcistica diviene il pretesto per costruire episodi di cantautorato ironico e disincantato. Atmosfere elettro-acustiche in cui sembra di sentire dei La Crus sorridenti, arrabbiati e sornioni, con echi del buon Fiumani e un pizzico dello Zero più groovy”.

MESCALINA.IT
“…Metti l’amore per il calcio insieme all’amore per la musica. Nasce un disco che del calcio riprende certi modi di dire (come l’espressione coniata da Bruno Pizzul “il problema di girarsi”) e uno dei ruoli rivestiti in campo condito con un sound a tutto pop. Con Il problema di girarsi Mezzala dimostra che anche al di fuori dai Numero 6 ha qualcosa di interessante da dire”.

FARDROCK.COM
“…Arrangiamenti ben assestati, con interventi di fiati, arpeggi à la Johnny Marr, ritmiche dritte e composte, elettronica mai invadente e, ciliegina sulla torta, testi scritti con la dote ormai rara di saper raccontare qualcosa, siano pezzi autobiografici che piccole storie quotidiane. Le capacità di Michele erano già tutte evidenti nel suo lavoro in seno alla band ma qui, forse perché può rilassarsi e prendersi il tempo per fare dall’inizio alla fine di testa sua, la sua anima viene fuori con disarmante esilità. Insomma, un bel disco di musica italiana che nasce senza grandi pretese e, proprio in virtù di ciò, si materializza come una delle cose migliori della stagione”.

STORDISCO.BLOGSPOT.COM
“…Quello di Mezzala è un album che va lasciato ossigenare, può essere parecchio sottovalutato da un ascolto distratto, può non colpire a primo impatto ma consiglio di analizzarlo come merita. Una capacità del bene e del male contorta quella di Mezzala che ricorda a tratti il maestro “Mr E”. Riferimenti calcistici “paragonabili” solo alla fissa metaforica di “Iosonouncane”. Un’originalità che personalmente mi aspettavo visto i molteplici precedenti progetti, a mio modestissimo parere geniali. “Dente” cariato? Prova Mezzala! Miglioramenti visibili già dopo un’ora!”

JAMYOURSELF.COM
“…In definitiva utilizzando la metafora calcistica pregnante in tutto l’album possiamo dire che la Mezzala conferma tutto il suo talento unita alla disciplina (altrimenti “solo con il talento stai in panchina” come canta in un brano) e il “problema di girarsi” lo risolve alla grande, puntando e saltando l’uomo con facilità estrema senza nulla da invidiare ai cosiddetti “bomber nostrani” come Brunori Sas o Dente certamente più esaltati dai media”.

INDIE-EYE.IT
“…Il Problema Di Girarsi è un album decisamente melodico e brioso; per la maggior parte delle tracce i ritmi sono incalzanti, sostenuti da giri veloci di chitarre (Tempi e Modi) o da introduzioni più elettroniche affidate ai synth. Non mancano inoltre dei ben assestati colpi (di tacco) come il suono della tromba che entra sul finale di Ritrovare Il Gol, l’arrangiamento di Cose Che Ho Visto o il coro in mood da stadio di Che Fine Faremo. La tendenza al recupero delle sonorità anni ’80 ’90 e allo sguardo retrò è inoltre confermato dalla scelta di far uscire l’album anche nella versione deluxe con un vinile 7 pollici in cui è contenuta la bonus track Ortica, elegante perla dal sapore ancora estivo il cui testo riassume in breve la struttura portane del disco: Potrà sembrarti una pazzia ma vorrei usare la mia testa”.

VITAMINIC.IT
“Un disco che è disseminato di perle di cantautorato più vero del vero (sic.) pieno zeppo di inni geniali (Rocker Carbonaro con tanto di topos mistico rappresentato dall’Autogrill) eppure sempre elaborato: Mezzala è l’ultrà con la chitarra che ti canta in faccia il pragmatismo e se non canti anche tu ti aspettiamo fuori dallo stadio”.

IYEZINE.COM
“Invece di imbarcarsi in tirate post qualcosa o menarsela con look da giovane, la Mezzala mette ostinatamente la maglietta dei Jam, s’incazza ancora a concerti di periferia, e tenta di far gol in un mondo che gli frega solo di Sky. Sentire questo disco è come stare la domenica mattina su di un campo di calcio nell’entroterra sferzato dal vento, sofferenza sì, ma sai la goduria ? Altro che ipermercati. E il rock è lo stesso, ti fà rimestare nella merda, ma è sempre meglio della vita reale, perchè se la vita è questa allora il problema di girarsi è davvero pressante. Un gran disco”.

MIXTAPE.IT
“…Suonare e scrivere è un duro lavoro e il talento va allenato, sennò si finisce in panchina. Michele Bitossi alterna pezzi lenti e pezzi briosi, malcelata nostalgia e intelligente ironia. Come a dire: si può vincere con il bel gioco. Ci vogliono però sudore, fatica, imprudenza e una inconsapevole,dolcissima fantasia.  Il professor Scoglio, ma anche Osvaldo Soriano, sarebbero orgogliosi di lui”.

DISCOCLUB65.IT
“Da tempo Michele Bitossi ha dimostrato di essere ottimo autore di pop suadente-intelligente, ma nel ruolo di Mezzala sembra davvero un perfetto ispiratore del proprio gioco. “Il problema di girarsi” è impeccabile nel gestire la dialettica fra fluidità e increspature (Che fine faremo) e nel dare emblematicità ai momenti di vita privata che lasciano il segno (“Heypa”), alle considerazioni da domenica senza calcio (“Nella vasca coi piranha”) o agli improvvisi guizzi di rabbia professionale (Rocker Carbonaro)”.

RADIOBOMBAY.IT
“Easy-listening? Forse, ma i testi di Bitossi rendono questo album degno di nota perché parlano di vita vissuta e non potrebbero essere più “realisti” di così”.

GRANDIPALLEDIFUOCO.BLOGSPOT.COM
“…Un album che pur aspirando al quid mancante, mette tanta legna, parafrasando termini calcistici, cari al nostro…Bitossi dimostra ancora una volta, una scrittura solida e innovativa, ricca di suggestioni e accattivante”.

MAGMUSIC.IT
“…Immaginatevi Ivan Graziani (Nella vasca coi Piranha) che incontra un Federico Fiumani addolcito (Cose che ho visto, Che fine faremo), ma anche i Beatles del “White Album” (Stai zitta fallo per noi), tutti uniti da una veste rock (anche se è riduttivo definirla solo così) permeata di quell’allegria rintracciabile anche nei Carpacho!, o nei Mariposa (appunto), mentre tutt’attorno sono disseminate penne stilografiche, quaderni, notti candide. Il contorno ideale per 12 canzoni (più una bonus track). E, di fronte a gente pessimista (“Che fine faremo? Che fine farò?” “Di merda!“), quest’uomo riesce a tenere duro. Senza sbagliare. Tipico di un “Rocker carbonaro”.

MELODICAMENTE.COM
“…Questo disco suona semplice, diretto nei testi che arrivano immediati al concetto da comunicare, gli arrangiamenti evidenziano complessità e sperimentazione, ma non risultano caotici, bensì lineari…Per chi già lo conosceva, una piacevole conferma, per chi come me lo ha scoperto ora, Mezzala è un personaggio da tenere d’occhio.”

IL FATTO QUOTIDIANO
“Dodici brani dalle tinte vintage, Il problema di girarsi mette in evidenza le capacità del “fantasista” Bitossi, stanco dei tatticismi esasperati che uccidono la fantasia, risaltandone l’estro grazie a melodie irresistibili ed evocative”.

IL CORRIERE MERCANTILE
“…la fede calcistica non è certo un particolare di poco conto nell’economia del suo esordio discografico solista, “Il problema di girarsi”, che sta facendo tanto parlare di sè in tutta Italia. Dodici gioiellini di cantautorato pop, con testi ben scritti, divertenti e mai banali…”.

SHIVERWEBZINE.COM
“L’artista genovese sforna un disco sciolto, liquido e scorrevolissimo, pieno di luci e dinamismi che mettono quasi fiatone tra l’orecchio e la trama, lo sport del calcio in prima linea e melodie da Fm che fanno cielo su questo piccolo campo di calcio di plastica rotonda  senza pratino o tribuna, ma con tutto l’occorrente per farsi già declamare uno tra i migliori dischi “colorati” che la discografia alternativa italiana lancia sopra il grigio atmosferico in questi frangenti di “grandi diaboliche manovre”…Michele Bitossi fa goal alla sua prima partita, il suo è un bellissimo pallonetto inaspettato che arriva nell’area di giuoco della musica indipendente come un fulmine a ciel sereno”.

USTATION.IT
“Rispettando il mood gioioso dei Numero 6, Michele canta senza farsi il problema di essere un vocalist virtuoso, gli ingredienti musicali, invece, sono elaborati: elettronica, fiati, tastierone e chitarra elettrica, tutti frullati in una centrifuga dal gusto eccentrico e colorato. E i temi? L’amore complesso, la vita in tutte le salse, dolori e solitudini, ma anche la gioia e poi tanto tanto calcio, parafrasato nel suo ingenuo vocabolario pizzuliano. Ecco che “il problema di girarsi” non è soltanto il grattacapo di ogni attaccante spalle alla porta, ma di ogni individuo spalle alla vita e ai suoi dilemmi. Assist e gol per Mezzala, +4 a fantacalcio”.

LOSTHIGHWAYS.IT
“Mezzala dirige il gioco, crea le melodie perfette per Ritrovare il gol. Prende alla lettera il detto “squadra che vince non si cambia” e si fa aiutare da una parte dei suoi Numero6 per realizzare un album orecchiabile, dal sound che entra dritto in rete spiazzando anche il più abile dei portieri. I testi sono, come al solito, molto personali, ma parlano a tutti, tanto che nel giro di pochi ascolti ti ritrovi a canticchiarli. Bitossi ha realizzato un altro ottimo album, dimostrando ancora una volta che non ha affatto Il problema di girarsi nel mondo della musica, ma sa perfettamente come andare a segno”.

DANCELIKESHAQUILLEONEAL.COM
“Esordio solista dall’aroma retrò e popolare quello dell’ex Numero6 che ne Il problema di girarsi evoca tempi, arrangiamenti e lessici dimenticati a dir poco eccezionali. Sprezzante, nostalgico e -gigantesco- figlio di puttana, Mezzala toglie dal forno un’opera ultra-pop divertentissima, con sonorità da far gola (sintetizzatori e chitarre da mangiare a pranzo) ed aforismi aguzzi e dissacranti che lo erigono ad un piano superiore. Buttate via il sovradimensionato e spettacolarizzato calcio moderno, accartocciate la Gazzetta, premete il cazzo di freno una volta tanto. Ritagliatevi un’oretta, mettetevi comodi. E ritrovate il gol”.